Quali autorizzazioni e documenti servono a un istituto di vigilanza privata?
Risposta breve
- Chiedete alla Prefettura della provincia in cui ha sede l'attività la licenza dell'art. 134 TULPS, prima di svolgere vigilanza per conto di terzi.
- Allegate il progetto organizzativo e tecnico-operativo e la prova di capacità tecniche e mezzi.
- Verificate i requisiti dell'Allegato A del D.M. 269/2010, per esempio iscrizione al registro delle imprese e regolarità contributiva.
- Dopo la licenza conservate per almeno 2 anni la documentazione sull'attività e sulle guardie.
- 4guards è un software di gestione operativa. Non rilascia licenze e non trasmette documenti alla Prefettura o alla Questura.
Cosa dice la normativa
- Art. 134 TULPS: senza licenza del prefetto enti e privati non possono prestare opera di vigilanza o custodia di beni mobili o immobili. Non la ottiene chi non è cittadino italiano o UE, è incapace di obbligarsi o ha condanna per delitto non colposo. L'art. 133 consente a enti e privati di destinare guardie particolari alla vigilanza delle proprie proprietà.
- La licenza è disciplinata dagli artt. 134-141 TULPS e dal Regolamento di esecuzione. La domanda va presentata alla Prefettura della provincia in cui è attivata la sede principale (Polizia di Stato).
- Art. 257 del Regolamento di esecuzione, richiamato dal D.M. 269/2010: la domanda comprende il progetto organizzativo e tecnico-operativo e la prova delle capacità tecniche e dei mezzi finanziari, logistici e tecnici.
- D.M. 269/2010, Allegato A: l'istituto è iscritto al registro delle imprese. Il titolare di licenza non può essere guardia giurata. Gli obblighi contributivi si dimostrano con il documento unico di regolarità contributiva.
- Artt. 136 e 137 TULPS: la licenza è ricusata a chi non dimostra capacità tecnica e il rilascio richiede una cauzione. La revoca della licenza fa cessare subito dalle funzioni le guardie dipendenti.
- Allegato D, punto 1a: l'istituto custodisce per almeno 2 anni la documentazione sull'attività e sulle guardie, anche su supporto informatico non modificabile. Il Regolamento di servizio è approvato dal Questore. Ogni guardia firma una dichiarazione di presa visione, custodita nel fascicolo personale.
- Allegato D, punto 1a: annualmente e comunque almeno 30 giorni prima della scadenza della licenza, l'istituto invia al Questore una relazione sull'attività svolta.
- Art. 140 TULPS: chi contravviene alle disposizioni del titolo è punito con l'arresto fino a due anni e con l'ammenda.
Fonti consultate il :
- Polizia di Stato – Licenza di istituto di vigilanza e di investigazione privata
- R.D. 18 giugno 1931, n. 773 (TULPS) – Normattiva, testo vigente
- TULPS – testo originale in Gazzetta Ufficiale n. 146 del 26-06-1931
- Art. 134 TULPS, testo vigente (riproduzione Brocardi.it)
- R.D. 6 maggio 1940, n. 635 – Regolamento di esecuzione del TULPS, Normattiva
- D.M. 1 dicembre 2010, n. 269 – Normattiva, testo vigente
- D.M. 269/2010 – testo in Gazzetta Ufficiale n. 36 del 14-02-2011, S.O. n. 37
Esempi pratici
- Fascicolo dell'istituto: licenza con le prescrizioni, ricevuta della cauzione, progetto organizzativo, Regolamento di servizio approvato.
- Fascicolo di ogni guardia: decreto di nomina, porto d'armi, dichiarazione di presa visione, attestati dei corsi.
- Archivio dei turni e degli ordini di servizio ordinato per data, con copie da esibire a richiesta degli agenti.
Errori frequenti
- Servire clienti terzi con guardie destinate alla vigilanza delle proprie proprietà (art. 133), senza la licenza dell'art. 134.
- Conservare turni e documenti solo in file modificabili: l'Allegato D parla di supporto non modificabile.
- Dimenticare la scadenza della licenza e la relazione annuale.
- Aspettarsi che un software sostituisca la Prefettura o un consulente legale.
Come vi aiuta 4guards
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- Nel profilo di ogni guardia inserite il numero dell'attestato e, se volete, una data di scadenza. 4guards non interroga alcun registro.
- Licenza, cauzione, Regolamento di servizio e documenti della Prefettura restano nel vostro archivio. 4guards non rilascia licenze, non invia documenti alle autorità e non garantisce la conformità normativa. Non dichiara di essere un supporto non modificabile ai sensi dell'Allegato D.